Chi sta organizzando una vacanza al mare nell’estate 2026 dovrebbe verificare con attenzione le regole di accesso alla spiaggia scelta.
In diverse località italiane ed europee, infatti, non è più possibile entrare liberamente: per accedere è necessario effettuare una prenotazione online prima dell’arrivo.

La misura, già adottata da alcune destinazioni negli ultimi anni, si sta diffondendo sempre di più con l’obiettivo di limitare il sovraffollamento e proteggere gli ecosistemi costieri. Presentarsi senza una prenotazione può significare non poter accedere alla spiaggia, soprattutto nei periodi di maggiore affluenza.
Le spiagge italiane dove serve la prenotazione
Tra gli esempi più conosciuti c’è La Pelosa, a Stintino, in Sardegna. Da tempo gli accessi sono contingentati attraverso un sistema di prenotazione con numero massimo di visitatori giornalieri.
Sempre in Sardegna, anche Cala Brandinchi e Lu Impostu, nel comune di San Teodoro, adottano un sistema simile durante la stagione estiva. Per entrare è necessario riservare il proprio posto in anticipo, pagare un contributo d’ingresso e, in alcuni casi, selezionare una specifica fascia oraria.
Si tratta di misure introdotte per preservare alcune delle spiagge più apprezzate dell’isola, sempre più frequentate durante i mesi estivi.
Anche Spagna e Francia limitano gli accessi alle spiagge più famose
Il fenomeno non riguarda soltanto l’Italia. In Spagna, ad esempio, la celebre Playa de las Catedrales, in Galizia, richiede una registrazione preventiva durante i periodi di maggiore afflusso turistico, consentendo l’ingresso solo a un numero limitato di visitatori.
Anche in Francia stanno aumentando le località che regolano gli accessi alle spiagge e alle calette più delicate dal punto di vista ambientale. In particolare, lungo alcune aree costiere del Mediterraneo e all’interno dei parchi naturali sono stati introdotti limiti giornalieri e sistemi di prenotazione per ridurre la pressione turistica.
Come funzionano le prenotazioni per accedere alle spiagge
Ogni destinazione applica regole differenti, ma il funzionamento è ormai molto simile ovunque. Generalmente è necessario prenotare attraverso il sito ufficiale del Comune, dell’ente gestore oppure tramite un’app dedicata.
In molte località viene richiesto di scegliere il giorno della visita e, talvolta, anche una fascia oraria precisa. In alcuni casi è previsto il pagamento di un ticket d’ingresso.
Alla Pelosa, ad esempio, oltre alla prenotazione è obbligatorio utilizzare una stuoia sotto il telo mare per contribuire alla tutela della caratteristica sabbia bianca.
Per Cala Brandinchi e Lu Impostu, invece, la disponibilità dipende dai posti ancora liberi nella giornata selezionata e dal pagamento del contributo previsto.
Controllare sempre i portali ufficiali prima della partenza
Le modalità di accesso possono cambiare rapidamente durante la stagione estiva. Tariffe, numero massimo di visitatori, esenzioni, orari e disponibilità vengono aggiornati direttamente dagli enti che gestiscono le spiagge.
Per questo motivo è consigliabile consultare sempre i siti istituzionali prima di mettersi in viaggio. Arrivare senza prenotazione potrebbe infatti significare non poter entrare, senza possibilità di ottenere un accesso direttamente sul posto.
Perché aumentano le spiagge a numero chiuso nel 2026
L’introduzione degli accessi contingentati nasce dalla necessità di affrontare problemi sempre più evidenti legati al turismo di massa. L’eccessiva presenza di visitatori può accelerare l’erosione delle dune, compromettere gli habitat naturali, aumentare la produzione di rifiuti e creare difficoltà nella gestione dei servizi locali.
Le amministrazioni spiegano che l’obiettivo non è scoraggiare il turismo, ma distribuire meglio i flussi durante la stagione estiva, salvaguardando le aree più fragili e migliorando l’esperienza di visita.
Per chi sceglie queste destinazioni la regola è ormai semplice: prima di partire è indispensabile verificare se la spiaggia richiede una prenotazione, se è previsto un ticket d’ingresso e quali sono le modalità di accesso. Un controllo di pochi minuti può evitare di arrivare sul posto e scoprire che gli ingressi sono già esauriti.